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Ci siamo abituati, nei decenni, alla progressiva occupazione degli spazi urbani da parte di un numero sempre più incalcolabile di automobili (ferme e – meno – in movimento), anzi: siamo cresciuti e poi maturati, infine invecchiati, insieme a tale occupazione.
Una quarantina di anni sono passati da quella notte: uscivamo da una serata trascorsa con amici in via Monteverdi (Firenze, zona Puccini) e ci colpì sinistramente la smisurata estensione dello stato di sosta di tutte quelle carcasse lucide, mandavano lampi di luce, riflessa dai lampioni.
Per la prima volta ci rendemmo conto che, come si dice, eravamo fottuti. Peccato che anche noi stessimo dirigendoci verso la nostra, di auto, se non era una motocicletta.
Ci ricordiamo anche di un decennio ancora prima, quando la nonna, tornando a casa, ci diceva stupefatta quante auto parcheggiate aveva contato in zona. Già stavano diventando innumerevoli.
Le città, senza quest’occupazione, sarebbero bellissime.

la cantierizzazione di appartamenti contigui ad appartamenti
abitati, trasforma la vita di chi abita in prossimità del “cantiere” in un inferno di rumore, polvere, freddo (se è inverno) – per settimane, almeno.

ll danno che le cosiddette ristrutturazioni causano ai vicini in termini di rodimento distruttivo della vita e dell ‘attività lavorativa (se quello del vicino è uno studio, un ufficio e così via), chi lo paga?

é morto troppo presto, a sessantatre anni, Giorgio Concato, intellettuale, analista, studioso presso la Scuola Normale di Pisa, poi docente presso l’Università di Firenze. Siamo stati in amicizia per anni e anni. Un tramonto, il suo, reso doloroso dalla malattia che lo tormentava.

A quanto pare l’ente assicurativo degli psicologi (…) avrebbe acquistato a Roma un palazzo costosissimo da un immobiliarista che lo avrebbe a sua volta acquistato nello stesso giorno per 18 milioni di euro in meno. Cioè l’ente avrebbe sprecato 18 milioni di euro. O “investito”?
Si deve sapere che, se una persona è iscritta all’albo degli psicologi, è quasi obbligata ad assicurarsi (…). Io mi sono tolto da quell’albo anche per questa ragione. Ora vedo che l’ente si permette di spendere e spandere decine di milioni di euro, cioè i soldi dei suoi assicurati. Le assicurazioni sono la mia passione!

E’ morto Salvo Mastellone, studioso di Giuseppe Mazzini che negli ultimi anni della sua vita aveva conseguito notevoli successi non solo in Italia, ma in tutto il mondo. L’ultima volta che ho avuto occasione di vederlo raccontava di avere in programma un viaggio negli stati Uniti, dove lo avevano invitato proprio grazie ai suoi successi di studioso di storia delle dottrine politiche. Era un novantenne svelto e cordiale che simpaticamente si stupiva del suo felice tramonto di studioso, quando, come mi disse una volta, da giovane al massimo si sarebbe aspettato di fare l’insegnante di scuola media.Un saluto.

Non è obbligatorio andare a teatro, quindi lo scandalo che pare agitino certi gruppi di credenti circa un’opera sul “volto di Gesù” in programma a Milano, a loro giudizio offensiva, se corrisponde alla realtà e non alla propaganda, porta interesse per l’opera medesima, curiosità e in definitiva qualche spettatore in più. Tutti sanno che è il silenzio la censura più poderosa.
Pare che l’autore o l’autrice dell’opera sul “volto di Gesù” appartenga alla poderosa minoranza ebraica, ciò significa che i gruppi di credenti che, a quanto leggo, si agitano, beccheranno o stanno già beccandosi l’etichetta di antisemiti.
Intanto, come diceva una mia conoscente, “Gesù piange”.

la voce dell’ufficiale della capitaneria di porto di Livorno rivolta al comandante della nave sfondata al Giglio è (amplificata dai media) quella di un padre che esorta e rimprovera un figlio riluttante a fare quel che si deve: che faccia tanto scalpore significa che di padri che sanno quel che si deve fare, rimproverino ed esortino, ce ne sono rimasti pochi.
Sono “dittatori” ?

Mentre ieri sera seguivo le immagini (più che non le parole) del mostruoso naufragio all’isola del giglio, immagini evocative fortissime ed insieme misteriose, ho ricevuto una telefonata da parte di una venditrice di polizze assicurative che pretendeva di affiliarmi soltanto tramite un mio “sì” registrato. Le due esperienze mescolate malignamente insieme mi hanno rovinato la serata, la cena e il dopocena. Da una parte l’arcano, dall’altra l’arcinoto, mai mescolare.

Ho venduto per un euro la mia vecchia Rover (significa “avventuriero” in inglese, o “pirata”) a una conoscente. Soltanto gli inglesi potevano riuscire nell’impresa di far fallire e chiudere una marca come la Rover (MG-Rover per la precisione), che produceva automobili belle, eleganti e quasi perfette. Ho regalato la mia vecchia Rover (82 mila chilometri) perché il venditore dell’auto nuova che ho comprato mi avrebbe fatto uno sconto ridicolo sul prezzo d’acquisto. Meglio regalarla. Lunga vita, cara la mia!

Naturalmente ho notato, durante la pratica di passaggio di proprietà, la mostruosa cifra richiesta, bada bene, a prescindere dal valore commerciale dell’auto: più di 400 euro.

A una signora di mia frequentazione hanno portato via due bici in due mesi,
la seconda nuova di zecca, come si dice, entrambe nell’area del cosiddetto centro storico di Firenze. Rubate. Siamo ancora ai ladri di biciclette
di sessanta anni fa?
C’è di peggio, d’accordo, ma non è anche questo un segno di mancanza di coesione sociale?
Quanto alla miseria, animatrice socioeconomica dei furti, direi porca miseria.